Chewingum sì o chewingum no?

Chewingum sì o chewingum no?

Sì, ma con le giuste attenzioni e senza esagerare! La gomma da masticare può effettivamente abbassare la carica acida e batterica dopo i pasti, quando siamo fuori casa e non possiamo lavare correttamente i denti. Dovrà però essere senza zucchero e non andrà masticata per più di 10 minuti, per evitare di sforzare inutilmente mandibola e mascella, sovraccaricare i denti e mantenere i batteri all’interno della nostra bocca.

È pertanto sconsigliata in chi soffre di cefalee muscolo-tensive e/o dolori e rumori all’articolazione temporo-mandibolare.
Ricordiamoci anche che i chewingum non sostituiscono assolutamente le buone prassi di igiene orale quotidiana, ma va intesa come un coadiuvante, soprattutto se dopo i pasti non c’è la possibilità di utilizzare lo spazzolino.

Masticare per 10 minuti il chewingum permette di eliminare i residui di cibo e la placca batterica, stimola la salivazione e abbassa l’acidità del cavo orale, tutti fattori favorenti l’insorgere della carie. L’efficacia adesiva del chewingum decade dopo 10 minuti e i batteri inizialmente intrappolati, vengono nuovamente rilasciati, vanificando l’iniziale effetto positivo.

Dott. Roberto Vargiolu

Carie della Prima Infanzia

La CARIE DELLA PRIMA INFANZIA si sviluppa nei bambini di età inferiore ai 6 anni.  É importante riconoscere precocemente i soggetti con elevato rischio di carie al fine di mitigare esperienze odontoiatriche negative e conseguente paura del dentista che si può trascinare anche in età adulta.

Se non riconosciuta in fase iniziale di sviluppo, la carie avrà un effetto negativo sulla qualità della vita del bambino, soprattutto a causa del dolore e delle infezioni che da essa possono scaturire (ascessi e fistole), con necessità di intraprendere lunghe terapie antibiotiche. La CARIE DELLA PRIMA INFANZIA è un problema di salute pubblica che riguarda tutto il mondo, i paesi più avanzati come quelli in via di sviluppo. I paesi all’avanguardia nella tutela della salute pubblica sono quelli scandinavi. In particolare in Svezia, la preoccupazione per l’aumento delle carie nei bambini di 3 anni, ha portato le autorità competenti ad attivare un progetto di prevenzione sui bambini di 1 anno al fine di individuare i fattori di rischio ed evitare che questi si manifestino in carie conclamata a 3 anni.

Nel novembre 2016 sono stati pubblicati su ACTA Odontologica Scandinava i risultati di una ricerca condotta tra il 2002 e il 2010 su 779 bambini svedesi di 1 anno di età:  è possibile ridurre l’insorgenza di carie nei bambini di 3 anni mediante un protocollo di prevenzione che prevede la visita odontoiatrica dei bambini già entro 1 anno di vita e l’analisi dei fattori di rischio per la carie.  Ai bambini di 1 anno è stato fatto un prelievo microbiologico da una superficie del dente o della mucosa orale, se ancora edentuli, alla ricerca dello Streptococcus Mutans, il batterio responsabile della formazione della carie, ed i genitori hanno compilato un questionario per la valutazione di fattori familiari  (fratelli con o senza carie), la salute generale dei bambini, le abitudini alimentari (allattamento al seno, pasti notturni, uso di bevande diverse dall’acqua) e le abitudini igieniche dentali domiciliari. Alla successiva visita a 3 anni è stato possibile stabilire quali fattori sono maggiormente implicati nella formazione di carie:

  1. assunzione di bevande diverse dall’acqua
  2. carie nei fratelli o sorelle
  3. elevati livelli di Streptococcus Mutans a 1 anno
  4. pasti notturni

É chiaro che per ridurre l’incidenza di CARIE DELLA PRIMA INFANZIA  nei bimbi di 1 anno è fondamentale adottare corretti regimi alimentari e igienici. L’uso di bevande diverse dall’acqua è da evitare, soprattutto se ricche di zucchero (tisane, camomille, succhi di frutta), così come i pasti notturni. Anche l’uso del ciuccio bagnato nello zucchero o nel miele, pratica ampiamente utilizzata, è molto dannoso per i tessuti dentari.

Ai bambini (anche prima dell’anno di età) bisogna insegnare a “giocare” con lo spazzolino, massaggiando denti e gengive, in modo da rimuovere dalla loro superficie i residui di cibo e la placca batterica ricca di Streptococcus Mutans. I dentifrici fluorati sono molto utili per rinforzare la superficie dentare e proteggerla dalla aggressione batterica.

Dr. Roberto Vargiolu