Igiene dentale

Adolescenti e carie

L’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa (AIC) ha presentato un’indagine sul ricorso delle famiglie italiane alle cure odontoiatriche ed alle visite di controllo. L’indagine ha coinvolto mille genitori di under 14 ed ha rivelato che negli ultimi 12 mesi, 9 genitori su 10 hanno accompagnato i propri figli dal dentista almeno una volta per un controllo o uno specifico problema dentale (i dati sono nettamente inferiori per il Sud e le Isole). Tuttavia è ancora troppo scarsa la conoscenza delle regole di prevenzione della carie e troppo poche le diagnosi precoci.

Oltre il 50% ignora che fra i maggiori responsabili della carie vi sia l’eccesso di zuccheri e una scarsa igiene orale e 2/3 non sa che la carie può evolvere in pochi mesi.

Solo il 20% degli intervistati è a conoscenza che la carie può presentarsi a qualsiasi età e non solo nei bambini, anche se i picchi di incidenza si riscontrano a 6, 25 e dopo i 70 anni.

Un genitore su due non sa che i denti da latte cariati e nei giovani, sono un grave problema infettivo per i propri bambini e devono essere curati per il mantenimento della salute orale, evitando il coinvolgimento dei denti permanenti che possono essere ostacolati nella loro discesa in arcata.

Un adolescente su tre si lava i denti solo 1 volta al giorno e 1/4 quando si ricorda o ha tempo. Sempre 1/4 si lava i denti solo se i genitori gli dicono di farlo.

Le visite di controllo vanno ripetute ogni 6-12 mesi, a seconda della carioricettività di ogni individuo. Il dentista potrà programmare la seduta di igiene orale, in quanto, un dente ricoperto di placca non permette l’individuazione di carie iniziali. Potrà anche servirsi delle mini-radiografie endorali, molto più dettagliate nella individuazione delle carie interdentali rispetto alle OPT (radiografie panoramiche), dove sono sempre presenti distorsioni e sovrapposizioni di strutture dentali. Con questi mezzi è possibile individuare la carie in una fase iniziale e superficiale, prima che sopraggiunga la sintomatologia con ipersensibilità e dolore, e l’intervento sarà più semplice e meno costoso rispetto a dover risolvere una carie profonda.

A tal proposito si ricorda il fondamentale utilizzo della diga, un foglio di gomma che isola il dente dall’umidità della bocca e consente un campo dentale asciutto e ben visibile, necessario per un corretto trattamento. Purtroppo la diga di gomma viene tuttora utilizzata solo dal 20% dei dentisti.

Dr. Roberto Vargiolu

Chewingum sì o chewingum no?

Sì, ma con le giuste attenzioni e senza esagerare! La gomma da masticare può effettivamente abbassare la carica acida e batterica dopo i pasti, quando siamo fuori casa e non possiamo lavare correttamente i denti. Dovrà però essere senza zucchero e non andrà masticata per più di 10 minuti, per evitare di sforzare inutilmente mandibola e mascella, sovraccaricare i denti e mantenere i batteri all’interno della nostra bocca.

È pertanto sconsigliata in chi soffre di cefalee muscolo-tensive e/o dolori e rumori all’articolazione temporo-mandibolare.
Ricordiamoci anche che i chewingum non sostituiscono assolutamente le buone prassi di igiene orale quotidiana, ma va intesa come un coadiuvante, soprattutto se dopo i pasti non c’è la possibilità di utilizzare lo spazzolino.

Masticare per 10 minuti il chewingum permette di eliminare i residui di cibo e la placca batterica, stimola la salivazione e abbassa l’acidità del cavo orale, tutti fattori favorenti l’insorgere della carie. L’efficacia adesiva del chewingum decade dopo 10 minuti e i batteri inizialmente intrappolati, vengono nuovamente rilasciati, vanificando l’iniziale effetto positivo.

Dott. Roberto Vargiolu

Carie della Prima Infanzia

La CARIE DELLA PRIMA INFANZIA si sviluppa nei bambini di età inferiore ai 6 anni.  É importante riconoscere precocemente i soggetti con elevato rischio di carie al fine di mitigare esperienze odontoiatriche negative e conseguente paura del dentista che si può trascinare anche in età adulta.

Se non riconosciuta in fase iniziale di sviluppo, la carie avrà un effetto negativo sulla qualità della vita del bambino, soprattutto a causa del dolore e delle infezioni che da essa possono scaturire (ascessi e fistole), con necessità di intraprendere lunghe terapie antibiotiche. La CARIE DELLA PRIMA INFANZIA è un problema di salute pubblica che riguarda tutto il mondo, i paesi più avanzati come quelli in via di sviluppo. I paesi all’avanguardia nella tutela della salute pubblica sono quelli scandinavi. In particolare in Svezia, la preoccupazione per l’aumento delle carie nei bambini di 3 anni, ha portato le autorità competenti ad attivare un progetto di prevenzione sui bambini di 1 anno al fine di individuare i fattori di rischio ed evitare che questi si manifestino in carie conclamata a 3 anni.

Nel novembre 2016 sono stati pubblicati su ACTA Odontologica Scandinava i risultati di una ricerca condotta tra il 2002 e il 2010 su 779 bambini svedesi di 1 anno di età:  è possibile ridurre l’insorgenza di carie nei bambini di 3 anni mediante un protocollo di prevenzione che prevede la visita odontoiatrica dei bambini già entro 1 anno di vita e l’analisi dei fattori di rischio per la carie.  Ai bambini di 1 anno è stato fatto un prelievo microbiologico da una superficie del dente o della mucosa orale, se ancora edentuli, alla ricerca dello Streptococcus Mutans, il batterio responsabile della formazione della carie, ed i genitori hanno compilato un questionario per la valutazione di fattori familiari  (fratelli con o senza carie), la salute generale dei bambini, le abitudini alimentari (allattamento al seno, pasti notturni, uso di bevande diverse dall’acqua) e le abitudini igieniche dentali domiciliari. Alla successiva visita a 3 anni è stato possibile stabilire quali fattori sono maggiormente implicati nella formazione di carie:

  1. assunzione di bevande diverse dall’acqua
  2. carie nei fratelli o sorelle
  3. elevati livelli di Streptococcus Mutans a 1 anno
  4. pasti notturni

É chiaro che per ridurre l’incidenza di CARIE DELLA PRIMA INFANZIA  nei bimbi di 1 anno è fondamentale adottare corretti regimi alimentari e igienici. L’uso di bevande diverse dall’acqua è da evitare, soprattutto se ricche di zucchero (tisane, camomille, succhi di frutta), così come i pasti notturni. Anche l’uso del ciuccio bagnato nello zucchero o nel miele, pratica ampiamente utilizzata, è molto dannoso per i tessuti dentari.

Ai bambini (anche prima dell’anno di età) bisogna insegnare a “giocare” con lo spazzolino, massaggiando denti e gengive, in modo da rimuovere dalla loro superficie i residui di cibo e la placca batterica ricca di Streptococcus Mutans. I dentifrici fluorati sono molto utili per rinforzare la superficie dentare e proteggerla dalla aggressione batterica.

Dr. Roberto Vargiolu

 

Diabete e Odontoiatria

Le malattie parodontali e il diabete sono purtroppo strettamente collegati. L’una è causa ed effetto dell’altra. Da molto tempo sono note le conseguenze della malattia diabetica nei confronti dei tessuti orali. 

Nei diabetici è stata infatti dimostrata una maggiore propensione ad incorrere in problemi parodontali, con tutte le conseguenze che una sua rapida evoluzione può portare, ovvero anche sino alla perdita di alcuni elementi dentali. Questo perché chi soffre di diabete manifesta una reazione alterata nei confronti dei batteri presenti nella placca che si deposita attorno ai denti, fra cui quelli responsabili di gengiviti e parodontiti. Inoltre diversi mediatori aumentati, in caso di diabete, come radicali liberi e citochine, possono accrescere l’infiammazione anche a livello delle gengive. Per di più nei pazienti diabetici si assiste ad un rallentamento dei processi di guarigione dopo un intervento di chirurgia orale. La causa è multifattoriale ma, coinvolgendo la sfera genetica, è più difficilmente dominabile. Ciò che può limitare e prevenire i danni derivanti da questo tipo di patologie, è il controllo scrupoloso degli indici glicemici, in grado di attenuare e ritardare notevolmente l’insorgenza di segni e sintomi tipici delle sofferenze parodontali come sanguinamento gengivale, retrazione o rigonfiamento della gengiva e alla comparsa di quadri acuti, come gli ascessi e fino alla perdita di uno o più denti.

Questo processo è reversibile se viene riconosciuto e curato nelle prime fasi di sviluppo. Inoltre, in presenza di un quadro parodontale diffusamente sofferente, è utile indagare anche sullo stato di salute generale del paziente, che può non essere al corrente di uno stato di malattia diabetica.

Nei pazienti notoriamente diabetici oltre ad avere una probabilità più alta di soffrire di parodontite, rispondono peggio alle cure odontoiatriche, soprattutto se non c’è un buon controllo della glicemia.

Ai circa 4 milioni di diabetici italiani, va aggiunto un altro milione di persone che non sanno di avere la glicemia alta. Bisogna ricordare che i diabetici hanno un rischio 3 volte superiore di sviluppare un’infiammazione alle gengive o di peggiorare uno stato patologico già esistente. Di contro chi soffre di malattia parodontale (8 milioni di italiani presentano una parodontite grave, altri 12 milioni presentano segni di infiammazione gengivale) ha una maggiore probabilità di ammalarsi di diabete o, se sono già malati, di controllare peggio la glicemia, esponendosi al pericolo di complicazione.

Chiaramente va ricordato che il diabete ha una componente genetica fondamentale, ma tutti gli stati infiammatori cronici, così come l’impossibilità di una corretta e sana alimentazione, portano a facilitare lo sviluppo del diabete.

Per un sorriso sano, tutte le persone, soprattutto i pazienti con diabete, dovrebbero controllare spesso la salute delle loro gengive; in egual modo, chi ha una parodontite conclamata, dovrebbe tenere sotto controllo la glicemia e l’emoglobina glicata (indice del controllo glicemico). Sempre validi gli ottimi consigli alimentari specifici e le attività, anche leggere, di fitness.

Inoltre, chi soffre di diabete di tipo 1 sono più probabili conseguenze gravi renali e cardiovascolari; nei pazienti con diabete di tipo 2 è più frequente l’insufficienza renale terminale e la mortalità cardio-renale è 3,5 volte superiore rispetto ai pazienti senza problemi di parodontite. È perciò molto importante gestire l’infiammazione con un’adeguata terapia parodontale per aiutare il diabetico a mantenere sotto controllo la glicemia. Riuscirci significa favorire un miglioramento della salute parodontale, in un circolo virtuoso che migliora il benessere generale.

Mese della Prevenzione 2016 – Studio Dentistico Vargiolu Carbonia Cagliari

Nel mese della prevenzione, lo studio dentistico del Dottor Vargiolu ha elaborato un programma specifico e articolato per te e per tutta la famiglia valido per tutto il mese di Ottobre, con l’obiettivo di valutare lo stato di salute di denti e gengive, preservandone la salute e quindi il proprio naturale sorriso. Il monitoraggio, il controllo dello stato di salute della bocca e la pulizia periodica sono passi veramente fondamentali per prevenire disturbi più severi e, quindi, da non sottovalutare perché possono condurre a maggiori spese in termini di tempo, denaro e soprattutto di salute!

Young man eating an apple

Lo studio dentistico Vargiolu oltre alla visita di controllo gratuita propone tutta una serie di servizi e prezzi di listino bloccati davvero vantaggiosi.

Il test del ph della saliva, sarà, ad esempio effettuato gratuitamente. Questo definisce il grado di acidità della saliva. Solitamente leggermente e naturalmente più acida negli uomini, rispetto alle donne, oscilla nella norma tra i valori 6.5 e 7.5 ed è resa neutra grazie all’azione dei bicarbonati in essa contenuta. Il ph della saliva dipende però anche dai cibi consumati e dall’igiene orale. Ma la saliva può essere resa acida anche da problemi di digestione e reflusso gastro esofageo. A seconda del suo grado di acidità la saliva può favorire la deposizione dei sali minerali, presenti nella saliva stessa e nel cibo, mineralizzando più rapidamente la placca e formando quindi il tartaro. Monitorare quindi il ph della saliva è importante anche per variare alcuni comportamenti alimentari, tenere sotto controllo l’igiene orale senza rimandare la pulizia orale professionale e fissandola secondo parametri personalizzati.  Per effettuare il test si raccomanda di non assumere cibi o bevande, a parte l’acqua minerale, nelle 2 ore precedenti per non alterare il risultato.

In questo mese di Ottobre, verrà quindi osservato un particolare listino per le prestazioni riguardanti la prevenzione: pulizia dei denti, l’applicazione di gel al fluoro e la sigillatura dei solchi dentali.

Couple with toothbrush.

Sappiamo l’importanza ricoperta dalla pulizia dei denti eseguita dal professionista in studio: dentista ed igienista riescono a intervenire laddove il tartaro si forma, nelle zone difficilmente raggiungibili anche dalla più scrupolosa igiene dentale domiciliare.

Il gel al fluoro invece, interviene a livello topico e rafforza lo smalto. È un intervento adatto per grandi e piccini. E’ stato ormai appurato che le pastiglie al fluoro ingerite, non fanno così bene al resto del corpo.

La sigillatura dei solchi  è una procedura  che ha lo scopo di creare una protezione per lo smalto dentale, soprattutto nei solchi dei molari, maggiormente esposti all’attacco e all’annidamento di batteri cariogeni. È consigliato soprattutto sui denti permanenti dei bambini. A tale scopo sono molto utili i sigillanti a lento rilascio di fluoro.

Il Mese della Prevenzione dello Studio Dentistico Vargiolu, prevede:

 

–          Visita di controllo gratuita

–          Test del ph della saliva gratuito

–          Pulizia dei denti al prezzo fisso di € 50,00

–          Applicazione gel al fluoro € 40,00

–          Sigillatura solchi dentali € 30,00

Chiama subito per prenotare la tua visita!

0781 61682

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mese-della-prevenzione

 

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Mangiarsi le unghie: le conseguenze sulla salute e sui denti

L’onicofagia, ovvero il termine medico che indica il “vizio di mangiarsi le unghie”, è un disturbo molto diffuso, legato allo stress e ad altri fenomeni di natura emotiva. Spesso chi si mangia le unghie lo fa perché nervoso, agitato, eccitato oppure nei periodi di inattività e noia. Chi si mangia le unghie sono statisticamente i più giovani, soprattutto bambini e adolescenti, ma il fenomeno non esclude affatto gli adulti. Le conseguenze del mangiarsi le unghie sono diverse, di diversa entità e gravità, ma comunque numerose e non solo sul piano estetico.

BAMBINACHE SI MANGIA LE UNGHIE

Le conseguenze del mangiarsi le unghie

Partiamo dal danneggiamento delle unghie e soprattutto delle mani: le unghie risultano indebolite e danneggiate, e sulla pelle alla base e intorno all’unghia possono formarsi ferite, arrossamenti e infezioni dell’area che diventano porte di scambio di germi e batteri tra unghie e bocca. Per questo motivo, chi si mangia le unghie è più soggetto ad infezioni da batteriche e virali.

Nella bocca i danni possono essere anche maggiori e meno reversibili. Nei più giovani, dove sono in atto i processi di crescita e formazione di tessuti ed ossa, l’onicofagia porta spesso alla malocclusione dei denti o al renderli storti. Ma non solo: i denti anteriori, gli incisivi, si consumano rapidamente e i margini incisali appaiono seghettati e abrasi.  In chi si mangia le unghie si rilevano numerosi danni e infezioni gengivali e quindi problemi parodontali.

Nonostante i denti siano costituiti dai tessuti più duri del corpo umano, nei casi più gravi, il consumo dei margini incisali può portare alla esposizione della cavità pulpare e quindi rendendo veramente fragile il dente che verrà più facilmente aggredito dalla carie.

In numerosi casi si sono riscontrati anche traumi all’apice del dente, ovvero al nervo e ai vasi di irrorazione. Ciò  porta alla necrosi pulpare, alla perdita del colore naturale del dente e alla possibile formazione dei granulomi dell’apice.

Consigli per evitare di mangiarsi le unghie

Mostriamo quindi alcuni consigli per evitare di mangiare le unghie e per prenderci così cura non solo delle nostre mani, ma anche dei nostri denti.

Si può partire dall’utilizzo del comune smalto per unghie contenente denatonio benzoato, sostanza estremamente amara. Questo dovrebbe allontanare immediatamente la mano dalla bocca, facendo prendere coscienza di un comportamento talmente usuale da poter anche risultare inconscio e non comandato.

Mani donna con smalto rosso

Prendiamo quindi anche coscienza del problema e nei casi più gravi sostituiamo inizialmente l’atto masticatorio con chewingum senza zucchero, ovviamente senza esagerare! Non sostituiamo un vizio con un altro ma, man mano, riduciamo l’atto in sé.

Kaugummi schwarz-wei

Per modificare questo comportamento le ragazze potranno anche optare per l’utilizzo di smalti e unghie finte, come dissuasori e in funzione estetica.

Cercate anche passatempi che sporchino più possibile le mani, tanto da non poterle toccare,  ad esempio la scultura o il giardinaggio!

Hands holding seedleng

Chiedete comunque consiglio e aiuto al vostro dentista, informandovi sui possibili danni provocati se siete accaniti mangiatori di unghie da anni!

Parodontiti e infiammazione delle gengive: l’importanza di curarle precocemente

Per “parodontite”, nelle sue forme più o meno gravi, si intende l’infiammazione dei tessuti parodontali, ovvero di gengiva, legamento parodontale e osso alveolare, insomma di tutti i tessuti che mantengono saldi e sostengono i denti.

Segnali di allarme: come accorgersi precocemente delle parodontiti

La parodontite è un’infezione polibatterica determinata dalla sedimentazione di placca e tartaro, le quali formano delle sacche batteriche tra gengive e dente, compromettendo l’attaccatura della gengiva al dente e quindi favorendo l’infiltrazione dei batteri nei tessuti soggiacenti. I principali segnali di una parodontite sono:

  • Sanguinamento delle gengive arrossate, doloranti e/o gonfie
  • Recessione gengivale
  • Alitosi

Chi è maggiormente predisposto alle parodontiti

  • Chi è affetto da diabete o malattie autoimmuni
  • Fumatori
  • Chi non rispetta la corretta igiene orale quotidiana
  • Altri fattori ereditari
  • Anomalie anatomiche e malposizioni dentali per le quali la gengiva non è bene aderente al dente

tooth brush and toothpaste icon

Come curare le parodontiti

Le infiammazioni delle gengive sono curabili, soprattutto se diagnosticate precocemente. Nelle prime fasi dell’infiammazione è infatti facile intervenire attraverso la pulizia profonda e una terapia con collutorio antinfiammatorio e antisettico a base di Clorexidina, da utilizzare per un ciclo di 7-10 giorni. In forme leggermente più radicate, le parodontiti sono curabili attraverso due o più sedute di ablazione del tartaro e il  curettage,  eseguito mediante strumenti specifici chiamati “curette”. Mediante queste terapie il tartaro viene rimosso in profondità, eliminando le sacche batteriche sottogengivali.

secuencia de gingivitis

Come prevenire la parodontite

  • Controlli e pulizia dei denti periodica ogni 6 mesi o ogni 3 in caso di parodontiti croniche
  • Corretta igiene orale quotidiana e dell’utilizzo del filo interdentale
  • Non fumare
  • Stimolazione gengivale con spazzolino o con stimolatore gengivale specifico, in modo da rendere le gengive più forti
  • Corretta alimentazione, ricca di calcio (latte, formaggi, yogurt) e verdure crude
  • Evitare l’eccesso consumo di bevande zuccherate e gassate

Se vi riconoscete in uno dei sintomi descritti precedentemente non aspettate e non esitate a contattare il vostro dentista per una visita.

 

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Come lavare i denti in modo corretto

Sappiamo lavare i denti nel modo corretto? Spesso si crede di saper utilizzare bene lo spazzolino e quindi di saper lavare bene i denti. Il procedimento corretto per lavare bene i denti non è facile da imparare ed è spesso sottovalutato. Per questo vi mostreremo qui come lavare i denti nel modo migliore.

La placca è un aggregato di batteri che si forma normalmente sulla superficie dei denti e si deposita prevalentemente tra dente e gengiva e negli spazi interdentali. I batteri della placca sono in grado di nutrirsi utilizzando i residui di cibo che si depositano sulle superfici dentarie. Alcuni prodotti derivanti dall’azione batterica sono delle sostanze acide che aggrediscono la superficie del dente demineralizzandola e favorendo la formazione della carie. Per questo si raccomanda l’utilizzo dello spazzolino tre volte al giorno, ovvero subito dopo i pasti principali, e insistendo per più di due minuti soprattutto prima di andare a dormire. In realtà ciò è valido ogni qualvolta si ingerisca un alimento, pertanto è sconsigliabile “spuntinare” spesso o fare tante piccole merende durante tutta la giornata, se non si ha la possibilità di lavarsi subito i denti.

La placca è la causa della maggior parte dei problemi dentali e gengivali, in quanto la sua formazione, e soprattutto la sua persistenza, può causare gengiviti, parodontiti (ovvero l’infiammazione e il riassorbimento dei tessuti di sostegno del dente), ma anche della carie e dei problemi correlati.

parodontiti

Il tartaro è il deposito dei sali di calcio presenti nella saliva all’interno della placca, che diventa più solida e compatta. In base alle caratteristiche della saliva il tartaro si può formare più o meno velocemente. Una volta formato, il tartaro può essere rimosso solo dal dentista o dall’igienista.

Come prevenire questi problemi? Un’ottima igiene orale vi aiuterà a combattere la formazione di tartaro e carie. Non possiamo però evitare la pulizia professionale dal dentista o dall’igienista ogni sei mesi in quanto, anche la corretta routine quotidiana  non è sufficiente ad impedire la formazione del tartaro in profondità, tra gengiva e dente. L’uso perfezionato di dentifricio e spazzolino, eviterà però l’insorgenza di disturbi più gravi.

Di seguito spiegheremo come lavare i denti nel migliore modo, a partire da:

1) La scelta dello spazzolino

Man chooses between electric and manual toothbrush

Lo spazzolino va individuato a seconda della conformazione dell’arcata dentaria, dell’età e delle esigenze specifiche. Dovrà essere proporzionato alla bocca e in grado di aderire a tutti i denti. Il dentista saprà indicarvi quello più adatto a voi e la tecnica migliore di utilizzo.

In generale possiamo dire che uno spazzolino dotato di setole medie è lo spazzolino ideale nella maggior parte dei casi, anche se alcuni pazienti preferiscono le setole più dure ed altri quelle morbide.

La scelta dello spazzolino potrà poi ricadere sul manuale o l’elettrico. Vediamo le differenze. Lo spazzolino elettrico è molto efficace, soprattutto per chi non ha grossa manualità. La maggior parte degli spazzolini elettrici oggi in commercio possiede un timer in grado di segnalare, per mezzo di differenti suoni o vibrazioni, quando cambiare arcata dentaria e definire il giusto tempo di spazzolamento. Anche quello elettrico deve essere utilizzato nel modo corretto. Non basta infatti passarlo semplicemente sui denti, ma anche questo, come quello manuale, dovrà essere appoggiato tra il colletto gengivale e il dente ed imprimendo un dolce massaggio dai tessuti molli (le gengive) verso il dente. Il movimento automatico di rotazione e vibrazione/pulsazione simultanea permettono di asportare ed eliminare la placca dalla superficie del dente.

Un ausilio molto importante per completare l’igiene del cavo orale è il filo interdentale che permette di detergere le superfici tra dente e dente che non vengono normalmente raggiunte dalle setole dello spazzolino.

Toothbrush and dental floss

Per particolari dentature e spazi interstiziali ampi, è consigliabile anche l’utilizzo di un scovolino. Gli scovolini sono molto importanti anche in presenza di protesi e di impianti osteo-integrati.

Lo spazzolino dovrà essere sostituito ogni 2/3 mesi a causa dei batteri che si depositano sulle sue superfici e/o per usura e piegamento delle setole.

Group of old and used toothbrush

2) Scelta del dentifricio

Oggi esistono in commercio moltissime tipologie di dentifrici, adatti alle esigenze più diverse. Anche se il lavoro maggiore nella rimozione della placca è dato dal movimento meccanico effettuato con lo spazzolino, alcuni piccoli disturbi possono essere mitigati dal tipo di dentifricio scelto. Ad esempio alcuni dentifrici possono contenere delle sostanze disinfettanti, quindi sono molto utili in caso di patologie parodontali (es. piorrea) o nei giorni successivi ad interventi chirurgici ed estrazioni dentarie. Altri dentifrici sono molto utili nel combattere l’insorgenza di grande sensibilità al caldo e al freddo.

3) Il movimento dello spazzolino per una corretta igiene orale

È assolutamente sconsigliato spazzolare i denti con movimenti in orizzontale, in quanto in questo modo non si elimina efficacemente la placca. Inoltre questo movimento  tende a distaccare la gengiva dal colletto dentale, che dovrebbe essere più adeso possibile al dente nelle gengive sane, mantenendo la stabilità del dente ed evitando che si formino spazi in cui placca e tartaro potrebbero permanere a lungo creando infiammazione.

Se lo spazzolamento orizzontale viene mantenuto per lunghi periodi, si possono creare dei solchi sulla superficie del dente a livello del colletto.

Lo spazzolino manuale andrebbe correttamente appoggiato tra gengiva e dente, per poi ruotare verso l’esterno. Come accennato, anche quello elettrico va appoggiato leggermente sul colletto dentale, massaggiando in allontanamento dalla gengiva, e così anche sulle pareti interne. Sui denti laterali lo spazzolino manuale va appoggiato  con un angolazione di 45° sulla superficie del dente e fatto scorrere verso l’alto per l’arcata inferiore, e verso il basso per quella superiore. Il movimento orizzontale “avanti-indietro”, va effettuato solo sulla superficie masticatoria di molari e premolari.

come lavarsi i denti

4) Spazzoliamo anche la lingua!

I batteri permangono anche tra le papille gustative. Per quanto possa risultare fastidioso, spazzoliamo anche la lingua con un movimento dal fondo verso la punta della lingua.

5) L’uso del filo interdentale

woman flossing her teeth

Non dimentichiamoci del filo interdentale, soprattutto la sera. Questo infatti permette di rimuovere la placca e i residui di cibo anche tra dente e dente, laddove le setole del nostro spazzolino non riescono ad arrivare. Anche il filo interdentale prevede però una pratica di corretto utilizzo. Non va infatti solo fatto scorrere tra un dente e l’altro, ma deve abbracciare il colletto del dente per rimuovere la placca dalle superfici interdentali.

6) Il collutorio

Woman Pouring Mouthwash Into Bottle Cap

Non è indispensabile . Può essere utile e specifico nelle cure post-operatorie e dopo i trattamenti di courettage parodontale (raschiamento del tartaro sub-gengivale).